CoseScritte

Una donna di nome Maria

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Tra le incombenze di una divisione ereditaria c’è anche quella di spartirsi le suppellettili e i quadri appesi alle pareti.
Visto che erano abbastanza, abbiamo deciso di incaricare un esperto di dare una valutazione di massima a ogni oggetto in modo da pareggiare i conti, dopo esserceli divisi in base al gusto o alle possibilità di spazi a disposizione.
Tra gli oggetti che l’esperto ha ritenuto di non dover nemmeno classificare, dopo avergli dato una veloce occhiata, (quindi valutazione a 20/30€ al mercatino per la cornice) c’è questa piccola tempera che raffigura una bambina in abito cinquecentesco.


Evidentemente l’esperto ha ritenuto impossibile che di tratti di un ritratto cinquecentesco e quindi lo ha classificato come opera moderna in stile, di nessun valore.
Ma io, guardandolo più da vicino e passandolo allo scanner vi ho trovato alcuni particolari interessanti:


La bambolina che tiene nella mano destra


L’anello al mignolo


Lo stemma mediceo



e mi sono chiesto se la bambina rappresentata è un’immagine di fantasia o davvero il ritratto, moderno o antico che sia, di una De’ Medici.
Il più noto ritratto di una discendente dei Medici dell’epoca è il ritratto fatto da Agnolo Bronzino e che generalmente si ritiene raffiguri Maria di Cosimo I de’ Medici:




La somiglianza è molto scarsa, semmai il mio quadretto si avvicina a un altro ritratto del Bronzino, che era ritenuto sempre di Maria de’ Medici, almeno fino agli anni ’50; e che uno studio critico recente (The True Faces of the Daughters and Sons of Cosimo I de’ Medici) riattribuirebbe appunto a Maria de’ Medici, passando alla cugina Bia il precedente.




Questo, si avvicina molto al mio quadretto (come “inquadratura”, la sedia, i pizzi, la collana, la catena) e forse ne può essere stata l’ispirazione;
La bambina, cresciuta, potrebbe anche essere – secondo lo studio citato prima – una “dama ignota”, sempre del Bronzino.




Quindi ecco qui le possibili tre Marie a 10, 12 e 17 anni:



Certo la somiglianza resta sempre un po’scarsa, ma va detto che se c’è una cosa certa è che il mio quadretto non l’ha fatto il Bronzino, al massimo un branzino o un ronzino.
Che dite dunque, è una donna di nome Maria o mi sono fatto influenzare dai versi della bella canzone di Lauzi?

Ha portato due labbra di corallo
E i suoi occhi son grandi così,
Mai nessuno che l’abbia baciata
A nessuno ha mai detto di sì.

Maria de’ Medici, che era stata promessa sposa al figlio primogenito del duca Ercole II d’Este di Ferrara, Alfonso II d’Este (1533-1597), nel 1554, morì di febbre il 19 novembre 1557 al Castello Mediceo di Livorno. I suoi contemporanei raccontano che suo padre – Cosimo I – era inconsolabile per la sua scomparsa e pianse amaramente. La sua morte fu uno degli eventi più tristi della sua vita. Fino alla sua morte conservò uno dei suoi ritratti nella sua stanza “spesso fissando per ore l’unico quadro sul muro, un ritratto della sua amata figlia Maria”. 

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