{"id":803,"date":"2022-11-11T19:58:30","date_gmt":"2022-11-11T19:58:30","guid":{"rendered":"https:\/\/pcosta.net\/cosescritte\/?p=803"},"modified":"2024-03-07T08:10:41","modified_gmt":"2024-03-07T08:10:41","slug":"linnamorata-del-sole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pcosta.net\/cosescritte\/linnamorata-del-sole\/","title":{"rendered":"L&#8217;innamorata del Sole"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><i>&#8220;Ninetta mia, a crepare di maggio<br>Ci vuole tanto, troppo coraggio&#8221;<\/i><br><font size = 2>(La Guerra di Piero, Fabrizio De Andr\u00e9)<\/font><br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Svolazza fuori da un vecchio e polveroso tomo questo piccolo e strano opuscolo di Luigi Muzzi: &#8220;L&#8217;Innamorata del Sole&#8221;:<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/pcosta.net\/cosescritte\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/eliofila.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"890\" src=\"https:\/\/pcosta.net\/cosescritte\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/eliofila.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1978\" srcset=\"https:\/\/pcosta.net\/cosescritte\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/eliofila.jpg 600w, https:\/\/pcosta.net\/cosescritte\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/eliofila-202x300.jpg 202w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La stranezza, a parte il romantico titolo che evoca bionde trecce, occhi azzurri e calzette rosse, sta nel contenuto: numerate, dall&#8217;1 al 24, contiene solo &#8220;iscrizioni&#8221; in stile lapide cimiteriale, dedicate alla triste storia di Ninetta Delille, l&#8217;Innamorata del Sole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><center><figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pcosta.net\/ima\/ninetta1.jpg\" \/><\/figure><\/center><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una breve introduzione racconta la triste storia di Ninetta che vi riassumo brevemente.<br>Ninetta Delille, bellissima figlia di una aristocratica famiglia di Parigi, era ricoverata nell&#8217;Ospizio di Montmarte sotto le cure del celebre dottor Blanche dalla primavera del 1823, per una innocua forma di follia che la vedeva innamorata del Sole, unico oggetto delle sue attenzioni e non faceva altro che fissarlo estatica da mattina a sera.<br>Il 17 luglio del 1833 si consum\u00f2 la tragedia di Ninetta: quando il sole si oscur\u00f2 a causa di un eclissi totale di sole, &#8220;inquieta dove esso fosse andato e incerta se sarebbe tornato, lo chiamava\u2026 ah\u2026 infelice! con infuocati sospiri di gelosia e pietosa disperazione. Mancava un istante a vederlo ricomparire, ricomparve\u2026 ma Ninetta era morta.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><center><figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pcosta.net\/ima\/ninetta2.jpg\" \/><\/figure><\/center><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un vero concentrato di retorica classica e romanticismo sepolcrale: passando sopra a quel &#8220;quore&#8221; che spero sia stato un errore di stampa, ho approfondito un po&#8217;, gugglando; e pare che l&#8217;autore, Luigi Muzzi, fosse il pi\u00f9 stimato letterato italiano nel campo delle &#8220;iscrizioni&#8221; (che evidentemente era un genere letterario assai in voga); se la giocava addirittura con Pietro Giordani, il grande amico di Leopardi, anch&#8217;esso gran produttore di quel tipo di &#8220;iscrizioni&#8221;.<br>E&#8217; comunque un genere letterario morto ormai da tempo; l&#8217;ultimo epigono &#8211; ma di gran successo &#8211; fu Edgar Lee Masters con la sua Antologia di Spoon River, portata poi in musica con altrettanto successo da Fabrizio De Andr\u00e9, che ho citato in apertura per via della Ninetta che compare in una sua famosa canzone; la Ninetta Delille, per\u00f2, non \u00e8 evidentemente crepata di maggio, visto che l&#8217;eclissi del 1833 \u00e8 astronomicamente avvenuta in luglio: ma poco male, la citazione non ci azzeccava lo stesso perch\u00e9 chi crepava in maggio era Piero, non Ninetta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><b>Questioni di quore<\/b><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;<i>Giovinezza ventenne<br>Soleggiante chioma<br>pupilla sorriso<br>involatore de&#8217; quori<\/i>&#8220;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8, come credevo, un errore di stampa: come avr\u00e0 notato il lettore attento, il Muzzi scrive <i>cuore<\/i> con la &#8220;q&#8221; almeno un paio di volte.<br>Un ignorante illetterato? A leggere le note biografiche della sua avventurosa vita nella Treccani non si direbbe, visto che insegn\u00f2 Lettere all&#8217;Universit\u00e0, fu accademico d&#8217;Italia e socio corrispondente della Crusca, litigava con Vincenzo Monti ed era apprezzato dal Foscolo (&#8220;Nel 1808 fu nominato pubblico ripetitore di eloquenza italiana e latina all\u2019Universit\u00e0 occupando il posto che era stato di Pietro Giordani; in seguito per un breve periodo fu professore di belle lettere. Nel 1809 entr\u00f2 a far parte dell\u2019Accademia italiana. Nel 1824 divenne socio corrispondente dell\u2019Accademia della Crusca&#8221;).<br>In realt\u00e0 &#8211; sempre gugglando &#8211; ho scoperto che era un rigoroso &#8220;purista&#8221; e applicava le regole ortografiche alla lettera, senza eccezioni; e la questione di <i>quore<\/i> ne \u00e8 il caso pi\u00f9 singolare.<br>Il Muzzi sosteneva infatti che la regola ortografica impone che si usi sempre il &#8220;q&#8221; davanti a un qualsiasi dittongo (&#8220;questo, qui, quando, quota&#8221;) e si usi sempre la &#8220;c&#8221; se segue solo una singola vocale; quindi come sarebbe sbagliato scrivere &#8220;cuesto&#8221; invece di &#8220;questo&#8221; cos\u00ec \u00e8 sbagliato scrivere &#8220;cuore&#8221; invece di &#8220;quore&#8221;; e ovviamente anche &#8220;scuola&#8221; andrebbe scritto &#8220;squola&#8221; alla faccia delle maestre delle elementari che se scrivevi squola ti mandavano di corsa in castigo dietro la lavagna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pcosta.net\/ima\/quore2.jpg\" \/><\/figure><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Devo per\u00f2 ammettere, sia pure a malinquore, che questo innoquo vezzo ortografico mi perquote malamente l&#8217;orecchio spezzandomi il quore: insomma, fa un po&#8217; evaquare\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><b>Le innamorate del Sole<\/b><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;Nec se movit humo; tantum spectabat euntis<br>Ora Dei: vultusque suos flectebat ad illum&#8221;<br>(Metam. IV, 264-265)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(&#8220;<i>E non si mosse pi\u00f9 da quel punto; guardava soltanto<br>il Sole, volgendo il suo volto per seguirlo nel cielo<\/i>&#8220;)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fosse nata nell&#8217;era mitologica del mondo Greco-latino, la triste fine di Ninetta Delille sarebbe forse stata cantata da un poeta un po&#8217; migliore del pur volonteroso Muzzi.<br>Io scommetterei su Ovidio, che le avrebbe sicuramente dedicato una delle sue metamorfosi, come ha fatto con Clizia e Leucotoe, le due innamorate del Sole.<br>La storia \u00e8 ancor pi\u00f9 tragica di quella di Ninetta: Clizia era una ninfa innamorata di Apollo, il dio del Sole: quando si accorse che il dio invece se la faceva con Leuc\u00f2toe, figlia di Orcamo re degli Achemenidi, pazza di gelosia rivel\u00f2 al padre di Leucotoe la tresca di sua figlia col dio.<br>Allora i padri non andavano tanto per il sottile e Orcamo, <i>nomen omen<\/i>, fece seppellire viva sua figlia, per punirla. Apollo, persa l\u2019amata Leuc\u00f2toe, ovviamente non volle pi\u00f9 saperne di Clizia (potremmo quasi dire che si ecliss\u00f2\u2026) e Clizia cominci\u00f2 a deperire, rifiutando di nutrirsi, bevendo solo le sue lacrime seduta a terra a fissare l&#8217;amato dio che conduceva il carro del Sole in cielo senza rivolgerle neppure uno sguardo, finch\u00e9, consumata dall\u2019amore, si trasform\u00f2 in una eliotropia, cio\u00e8 un girasole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><center><figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pcosta.net\/ima\/clizia.jpg\" \/><\/figure><\/center><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma la povera Ninetta Delille non ebbe nemmeno un resoconto psichiatrico della sua follia: il medico francese Esprit-Sylvestre Blanche (1796-1857), che la ebbe in cura, nei suoi &#8220;Fragments psycologiques sur la folie&#8221; del 1834 non la cita affatto; ma si tratta di un testo dedicato al contrasto dei metodi di rigore corporale e delle coercizioni fisiche e psicologiche che stavano ritornando in auge dopo la parentesi rivoluzionaria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto quello che ci resta di Ninetta sono le 24 iscrizioni di Muzzi e il poema &#8220;L&#8217;Eliofila&#8221; di Antonio Mezzanotte (cognome quanto mai inadatto al soggetto!): costui, amico del Muzzi, riprende le 24 iscrizioni e le commenta con sue poesie altrettanto sepolcrali ma, ahim\u00e9, non certo all&#8217;altezza di Ovidio; e nemmeno si avvicinano alle due &#8220;Canzoni sepolcrali&#8221; scritte in quegli anni da Giacomo Leopardi (<a href='https:\/\/it.wikisource.org\/wiki\/Canti_(Leopardi_-<em>Donati)\/XXX._Sopra_un_basso_rilievo_antico_sepolcrale' class='azc_bbc_url'>Sopra un basso rilievo antico sepolcrale<\/a> e <a href='https:\/\/it.wikisource.org\/wiki\/Canti<\/em>(Leopardi_-_Donati)\/XXXI._Sopra_il_ritratto_di_una_bella_donna' class='azc_bbc_url'> Sopra il ritratto di una bella donna <\/a>), non certo la miglior produzione del poeta di Recanati.<br>L&#8217;unica cosa che possiamo salvare \u00e8 la bella litografia che compare nell&#8217;antiporta del libretto di Mezzanotte:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><center><figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pcosta.net\/ima\/ninette.jpg\" \/><\/figure><\/center><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><b>Sulle tracce del dottor Blanche<\/b><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1821, il dottor Esprit-Sylvestre Blanche fond\u00f2 una casa di cura, un tipo di ospedale per alienati completamente nuovo, fondato sul modello di una pensione, ospitandoli cio\u00e8 a casa sua. A Montmartre e poi a Passy, \u200b\u200bi pazienti condivisero la vita quotidiana del medico, di sua moglie e dei suoi figli, cenando alla loro tavola e passeggiando nel loro grande parco di cinque ettari.<br>La casa del dottor Blanche, gestita prima da Esprit-Sylvestre e poi da suo figlio Emile, divenne una delle istituzioni pi\u00f9 famose d&#8217;Europa, rifugio della generazione romantica, ospitando pazienti assai famosi: ma dopo la morte di Emile si perse completamente la memoria di questa famiglia di &#8220;Basaglia&#8221; <i>ante litteram<\/i>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La cattiva notizia per gli investigatori dell&#8217;Innamorata del Sole, \u00e8 che solo nel 1838 usci una legge in Francia che imponeva la tenuta e la conservazione di un registro contenente lo stato civile dei pazienti, le date del loro soggiorno, la descrizione dei loro disturbi e la diagnosi commentata dal medico; e la produzione a stampa di Esprit-Sylvestre Blanche \u00e8 estremamente ridotta e del tutto incompleta riguardo ai casi clinici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La buona notizia invece \u00e8 che il 4 gennaio 1977, Georges M\u00e9vil-Blanche, ultimo erede della famiglia Blanche, lasci\u00f2 in eredit\u00e0 le carte personali della sua famiglia alla biblioteca dell<i>&#8216;Institut de France<\/i> per costituire un fondo aperto alla consultazione dei ricercatori: migliaia di lettere scambiate tra medici e loro parenti, amici o pazienti. Questa inestimabile corrispondenza, anch&#8217;essa del tutto inedita, permette di seguire quasi di giorno in giorno la vita di una casa di cura che ha accolto, a vario titolo, i pi\u00f9 grandi personaggi del suo tempo:<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Alfred de Vigny, Hector Berlioz, Eug\u00e8ne Delacroix, Alexandre Dumas padre, Th\u00e9ophile Gautier, \u00c9douard Manet, Auguste Renoir, Edgar Degas, come amici e visitatori; <\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Charles Gounod, Marie d&#8217;Agoult (che dalla sua relazione con Liszt ebbe tre figli tra cui Cosima, futura moglie di Wagner), Marie de Flavigny, la contessa di Castiglione (celebre amante di Napoleone III), la famiglia del compositore Hal\u00e9vy, Th\u00e9o Van Gogh, il fratello di Vincent, tra i ricoverati per qualche tempo;<\/li>\n\n\n\n<li>G\u00e9rard de Nerval e Guy de Maupassant tra i pazienti incurabili; <\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Jules Verne e Ernest Renan, come padri preoccupati per la sanit\u00e0 mentale dei loro figli e l&#8217;avvocato Jules Gr\u00e9vy per quella di sua sorella;\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non potendomi al momento recare all&#8217;<i>Institut de France<\/i> per avere in visione i carteggi della famiglia Blanche (:D), non mi \u00e8 restato che sfruttare il lavoro di una ricercatrice, Laure Murat, che si \u00e8 dedicata a quel lavoro, dando alle stampe un libro dall&#8217;eloquente titolo &#8220;La Casa del Dottor Blanche: storia di un ospizio e dei suoi pazienti, da Nerval a Maupassant&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><center><figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pcosta.net\/ima\/maisonblanche.jpg\" \/><\/figure><\/center><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sfortunatamente, il documentatissimo tomo di Laure Murat non fa alcun cenno di Ninette Delille.<br>Anche una accurata ricerca sui giornali francesi del 1833 (tutti digitalizzati integralmente su Gallica, <a class='azc_bbc_url' href='https:\/\/gallica.bnf.fr\/services\/engine\/search\/advancedSearch\/'>https:\/\/gallica.bnf.fr\/services\/engine\/search\/advancedSearch\/<\/a>) non porta alcun risultato utile: lo stesso dottor Esprit-Sylvestre Blanche compare solo in un paio di articoli, senza alcuna attinenza con Ninette e l&#8217;eclissi di luglio \u00e8 citata solo per l&#8217;aspetto astronomico.<br>Arrivati dunque ad un punto morto dell&#8217;indagine, non mi \u00e8 restato che applicare il sistema usato dal detective Hieronymus (Harry) Bosch, quando una pista promettente non sfocia in nulla: ricominciare ad esaminare tutta la documentazione dall&#8217;inizio ed esplorare tutte le ipotesi alternative.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel nostro caso, l&#8217;inizio \u00e8 la prima pubblicazione della &#8220;Iscrizione&#8221; del Muzzi:  avvenne nel 1839, su una strenna pubblicata da Vallardi col titolo &#8220;Non ti scordar di me&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><center><figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pcosta.net\/ima\/strenna.jpg\" \/><\/figure><\/center><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La strenna \u00e8 stata fortunatamente digitalizzata integralmente da San Google, il che ci permette di disporre della prima immagine dell&#8217;innamorata del Sole<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><center><figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pcosta.net\/ima\/nina.jpg\" \/><\/figure><\/center><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">e soprattutto della presentazione originale del Muzzi alle sue funebri iscrizioni per Ninetta:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><center><figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pcosta.net\/ima\/nontiscordar.jpg\" \/><\/figure><\/center><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre che quel &#8220;piaqque&#8221; su cui sorvoliamo, ormai conoscendo il nostro Muzzi, ai fini della nostra indagine risulta assai importante quell&#8217;incipit &#8220;Sono incirca sett&#8217;anni, che mor\u00ec a Parigi [\u2026]&#8221;.<br>O il Muzzi maltrattava l&#8217;aritmetica come maltrattava l&#8217;ortografia (1839 &#8211; 1833 = incirca 7?) oppure siamo alla fine del 1839 e gli anni vengono arrotondati da sei e mezzo a circa sette.<br>Cosa confermata dal fatto che si tratta di una &#8220;strenna pel Capo d&#8217;anno&#8221; e, uscita nel 1839, non pu\u00f2 che riferirsi al capodanno 1840.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma licenza poetica o aritmetica che sia, quello che resta comunque stabilito \u00e8 che<br>questa \u00e8 davvero la prima comparsa di Ninetta su stampa: in ristampe successive, si trova sempre citata questa strenna come la prima comparsa di Ninetta.<em> <\/em> Muzzi ha composto le sue iscrizioni quasi sette anni dopo l&#8217;eclissi del 1833. Perch\u00e9?<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;<i>Eliminato l&#8217;impossibile, ci\u00f2 che resta, per improbabile che sia, deve essere la verit\u00e0.<\/i>&#8220;<br><font size = 2>(Arthur Conan Doyle, Il segno dei quattro)<\/font><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 poi tanto improbabile, per quanto clamorosa, la conclusione a cui sono arrivato: Ninetta Delille non \u00e8 mai esistita. E&#8217; una <i>fake news<\/i> ante-litteram creata dal Muzzi per dare un tocco di realismo alle sue macabre iscrizioni.<br>Il nome, Nina, come compare nella didascalia dell&#8217;illustrazione sulla strenna di Vallardi, lo ha scelto probabilmente ispirato dall&#8217;opera di Paisiello &#8220;Nina, o sia la Pazza per Amore&#8221; o dall&#8217;omonimo balletto francese &#8220;Nina ou la folle par amour&#8221;, ancora rappresentato con successo durante la prima parte dell&#8217;800. Nina e follia, accoppiata vincente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quanto al cognome, Delille, pu\u00f2 averlo ben preso dal poeta francese Jacques Delille &#8211; il maggior poeta del &#8216;700 francese insieme a Voltaire &#8211; la cui gloria non s&#8217;era certo spenta dopo la morte avvenuta nel 1813, specie fra i letterati del primo &#8216;800 come Muzzi.<br>Solo cos\u00ec si spiega infatti la totale assenza del nome di Ninette Delille nei giornali francesi e nel libro di Laure Murat: si tratta di un tocco di esotismo esterofilo del Muzzi, un pizzico di sale per insaporire la sua creazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma prima che lo sgomento per la repentina scomparsa di Ninette provochi un moto di delusione nei cuori delle fanciulle romantiche che leggono queste righe, ecco la buona notizia: Ninette Delille non \u00e8 mai stata celebrata dai giornali francesi ma l&#8217;innamorata del sole, invece, s\u00ec.<br>Per presentarla come si merita, devo introdurre il vero protagonista delle pagine dei giornali francesi del XIX secolo: il feuilleton.<br>Il feuilleton, come \u00e8 noto, era la parte di un giornale che ospitava, accanto a rubriche diverse, romanzi a puntate, detti anche romanzi d\u2019appendice.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eccone un esempio tratto dal Journal du Cher del 12 marzo 1835: la parte sotto la riga nera, che la stacca dalle notizie politiche, \u00e8 appunto intitolata &#8220;Feuilleton&#8221; e contiene un racconto letterario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><center><figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pcosta.net\/ima\/epouse1.jpg\" \/><\/figure><\/center><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;occhio acuto e interessato alle vicende dell&#8217;Innamorata del Sole avr\u00e0 sicuramente notato l&#8217;accattivante titolo del &#8220;feuilleton&#8221;: &#8220;<i>L&#8217;\u00e9pouse du Soleil -Une histoire veridique<\/i>&#8221; ovvero &#8220;La Sposa del Sole &#8211; Una storia vera&#8221;.<br>E per evitare che la curiosit\u00e0 uccida il gatto e ci si cavino gli occhi per decifrare i minuscoli caratteri sotto al titolo, vado a favorire un decente ingrandimento:<br><center><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pcosta.net\/ima\/epouse2.jpg\" \/><\/figure><\/center><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come un vero &#8220;cold case&#8221; della sezione &#8220;Casi Irrisolti&#8221;, \u00e8 una coincidenza, quasi trent&#8217;anni dopo il misfatto, a consentirci di identificare il DNA del colpevole e la sua identit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><center><figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pcosta.net\/ima\/giorneru.jpg\" \/><\/figure><\/center><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Giornale degli Eruditi e dei Curiosi funzionava cos\u00ec: i &#8220;curiosi&#8221; facevano domande di qualsiasi genere e gli &#8220;eruditi&#8221; (o che si ritenevano tali) provavano a dare la risposta.<br>Nel numero di novembre del 1884, un &#8220;curioso&#8221; anonimo veneziano &#8211; gi\u00e0 sento in sottofondo i melanconici archi dell&#8217;Adagio di Benedetto Marcello &#8211; fa la fatidica domanda delle cento pistole: &#8220;<i>sarebbe mai avvenuto che taluno, preso da esaltazione mentale, siasi innamorato del sole?<\/i>&#8220;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><center><figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pcosta.net\/ima\/domanda_inn.jpg\" \/><\/figure><\/center><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riceve pi\u00f9 di una risposta, tra cui quella che lo rimanda alle &#8220;Iscrizioni&#8221; di Luigi Muzzi e a Ninetta Delille.<br>Ma tra le risposte compare anche quella di un &#8220;erudito&#8221; che aveva incrociato altrove l&#8217;innamorata del sole:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><center><figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pcosta.net\/ima\/risposta_inn.jpg\" \/><\/figure><\/center><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">il traduttore franco-russo Eug\u00e8ne Wenceslas Foulques ricordava bene la cosa, avendo appena curato la versione italiana di una novella francese di Jules Janin che narrava una storia simile. Eccone l&#8217;incipit in cui si riconoscer\u00e0 facilmente il &#8220;feuilleton&#8221; del 1835, <i>l&#8217;\u00e9pouse du soleil<\/i>, che chiude il mio precedente post.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><center><figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pcosta.net\/ima\/fidansole1.jpg\" \/><\/figure><\/center><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;indagine converge dunque su Jules Gabriel Janin (Saint-\u00c9tienne, 16 febbraio 1804 \u2013 Parigi, 19 giugno 1874), scrittore e drammaturgo francese, esponente di spicco del Romanticismo francese: ma ci riporta assai indietro nel tempo, nel 1828, cinque anni prima della presunta morte di Ninette Delille e dell&#8217;eclissi del 17 luglio 1833. Ma soprattutto ci trasferisce dal regno della realt\u00e0 a quello della fantasia letteraria\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><center><figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pcosta.net\/ima\/Eclipse.jpg\" \/><\/figure><\/center><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Jules Janin, dunque, immagina la storia dell&#8217;innamorata del sole nel 1828; esce come novella su &#8220;Le Figaro&#8221; (in cui lavorava come giornalista in quegli anni) col titolo &#8220;L&#8217;Eclipse&#8221;; viene successivamente ristampata sul feuilleton del &#8220;Journal du Cher&#8221; nel 1835, con un titolo pi\u00f9 <i>click-baiting<\/i>  &#8220;La sposa del sole &#8211; Una storia vera&#8221;. La stessa novella, intitolata &#8220;La Folle&#8221;, uscir\u00e0 nel 1838 in una raccolta di racconti di Jules Janin, &#8220;Les Catacombes&#8221;, lugubre titolo che certamente non pu\u00f2 non aver attirato l&#8217;attenzione di un incisore di lapidi funerarie come Muzzi.<br>Muzzi lo legge, si innamora della storia della pazza del sole e immagina le iscrizioni funebri per la povera protagonista.<br>Ma non si scrivono lapidi funebri per personaggi immaginari, serve una data, serve un nome e dalla novella di Janin ricava solo un generico &#8220;sono passati tre anni da quando\u2026&#8221;.<br>L&#8217;eclissi! Muzzi sfoglia le effemeridi di quegli anni e colloca la data di morte della povera pazza a cinque anni prima, nel luglio del 1833.<br>Non manca che il nome: &#8220;<i>Nina la pazza per amore<\/i>&#8221; e il poeta Jacques Delille glielo forniscono; il pittore Antonio Muzzi ne fa un ritratto di fantasia per illustrare l&#8217;opera.<br>Cos\u00ec Muzzi, non appena creata Ninetta Delille, pu\u00f2 finalmente seppellirla!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Jules Janin, quando scrisse l&#8217;Eclipse, abitava a Montmartre come tanti artisti <i>bohemienne<\/i> dell&#8217;epoca. Non lontano dalla clinica del dottor Blanche, che cita appunto nella sua novella.<br>Se non certamente Ninetta Delille e l&#8217;eclissi del 1833, non si pu\u00f2 dunque escludere che ci sia un fatto vero, forse un&#8217;altra eclissi e un altro nome e cognome dietro l&#8217;ispirazione di Janin; anzi un indizio lo avrei anche trovato&#8230; ma prima, leggiamo insieme la novella di Janin:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><b>L&#8217;Eclissi (Jules Janin, 1828)<\/b><\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><i>Tre anni fa, a Montmartre, nella Maison del Dottor Blanche, l\u2019instancabile specialista degli alienati mentali, che cura i suoi pazienti colle buone maniere, col benessere e la libert\u00e0, invece che, come gli altri, con la segregazione, le docce fredde e la miseria, c&#8217;era era una donna la cui follia era singolare e commovente.<br>Questa donna, ancora giovane e il cui viso era dolce ed il sorriso pieno d\u2019incanto, non aveva altra follia che questa: credeva di essere la promessa sposa del sole; si erano fidanzati lei e lui, cio\u00e8 il sole, in una bella giornata d&#8217;autunno, quando il sole aveva coperto il suo splendente volto con un meraviglioso velo di nubi, per non abbagliare la sua amata.<br>Da allora, ella era sua come egli era suo; aveva sentito sulla mano l\u2019ardente bacio del suo sposo, ed ora non viveva pi\u00f9 che per lui solo.<br>Il sole era la gioia, la gloria ed il trionfo di quella povera ragazza.<br>Lei si svegliava nello stesso istante in cui il suo amore gettava i primi raggi nel cielo; teneva gli occhi fissi sullo sposo che si alzava e lo salutava con lo sguardo, come gli uccelli lo salutano coi loro canti, come il fiume lo saluta col suo mormorio, come la rosa lo saluta col suo profumo.<br>Quanto pi\u00f9 bella era la natura allo spuntar del sole, quanto pi\u00f9 sereno il cielo, quanto pi\u00f9 gioioso l&#8217;intero creato, tanto pi\u00f9 felice era la povera pazza.<br>Non era forse il suo divino sposo che gettava dappertutto la luce e il calore? non era egli forse il re del mondo? non aveva essa forse passata una notte intera, una notte d&#8217;amore, fra le sue braccia?<br>Cosi, in un&#8217;estasi perpetua e divina, seguiva ogni passo del sole; rincorreva il pi\u00f9 piccolo suo raggio; pi\u00f9 il sole saliva nel cielo e pi\u00f9 aumentava il suo poetico entusiasmo.<br>A stento si poteva riuscire a farle mangiare qualcosa ogni giorno, tanto era posseduta dalla sua celeste passione; e ancora, per farla mangiare, bisognava dirle che il suo divino sposo aveva dorato quel frutto, imbiondito quel grano, maturata quell&#8217;uva.<br>Tale fu la vita della pazza per dieci anni.<br>E non le mancavano le sofferenze di una persona normale, giacch\u00e9 quando arrivava l&#8217;inverno vedeva il volto del sole suo sposo impallidire e rabbrividire sotto la neve, come quello di un bel giovane ferito a morte; e lei, dopo aver visto l&#8217;immensa gloria del sole oscurata da fitte nuvole, come accade ai pi\u00f9 grandi uomini di questo mondo, a cui l&#8217;invidia oscura la gloria, anche lei, sfortunata donna, diventava la pi\u00f9 triste creatura del mondo.<br>Ma in primavera, la povera pazza del dottor Blanche ritrovava a maggio il suo sposo, come lo aveva lasciato, splendente come sempre, con tutte le foglie degli alberi che spuntano al suo arrivo, come scintille sotto il martello del fabbro, e una dolce gioia tornava nel cuore della misera: lasciava il lutto, vestiva l&#8217;abito pi\u00f9 splendido, cantava la sua pi\u00f9 dolce canzone.<br>Questa folle felicit\u00e0 dur\u00f2 per dieci anni senza poter essere curata.<br>Ma cos\u00ec, questa donna era felice! Perch\u00e9 allora curarla dalla sua felicit\u00e0?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono ormai passati tre anni da quando l&#8217;innamorata del sole \u00e8 morta, e la sua morte \u00e8 stata commovente come la sua vita.<br>Era una bellissima giornata d&#8217;autunno, mezzogiorno, il sole morbido e calmo gettava sulla terra e sulla sua sposa i suoi raggi purissimi.<br>Mai il cuore di lei era stato pi\u00f9 pieno d&#8217;amore, mai il suo sguardo era mai stato pi\u00f9 tenero, mai il suo sogno si era tanto avvicinato a realizzarsi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma, o cielo! improvvisamente il sole scompare, a poco a poco e si ferma bruscamente nascondendosi, diventando invisibile!<br>Dov&#8217;\u00e8?<br>S\u00ec &#8211; lei geme &#8211; s\u00ec, mio \u200b\u200bmarito \u00e8 andato dalla sua amante! s\u00ec, \u00e8 infedele! s\u00ec, se ne \u00e8 andato di giorno e non torner\u00e0 pi\u00f9.<br>La povera donna, vedendolo scomparire di colpo, all&#8217;improvviso, senza sapere dove stava andando, senza sapere se sarebbe tornato, \u00e8 morta durante l&#8217;eclissi, morta di gelosia, di disperazione e di amore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era morta da appena un secondo, che il sole, liberato dalla sua innocente congiunzione con la terra, continu\u00f2 tranquillamente la sua strada; ma era troppo tardi: il dramma era compiuto.<br>La povera donna era morta e il triste e calmo raggio di sole che cadde su di lei, come a chiedergli perdono per la sua assenza involontaria, non ha potuto risvegliarla!<\/i><\/p>\n<\/div><\/div>\n<\/div><\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come ogni feuilleton che si rispetti, non manca un ultimo (o penultimo\u2026) colpo di scena.<br>Come ho lasciato intendere, pur essendo accertato che Ninette Delille \u00e8 un parto della fantasia di Luigi Muzzi, ispirato dal racconto di Janin, durante l&#8217;indagine sull&#8217;innamorata del sole sono emersi alcuni indizi che il racconto fantastico di Jules Janin possa essere basato su un fatto vero.<br>Il primo indizio \u00e8 ovviamente l&#8217;incipit del racconto &#8220;L&#8217;Eclissi&#8221; in cui Janin colloca la storia nella casa del dottor Blanche, da lui frequentata, insieme ad Alexandre Dumas, Theophile Gauthier e Gerard de Nerval (erano stati compagni di scuola al liceo Charlemagne) come amico e ammiratore di Esprit-Sylvestre.<br>Altro indizio \u00e8 quell&#8217;aggiunta &#8220;Una storia vera&#8221; al nuovo titolo del racconto (&#8220;La sposa del sole&#8221;) in occasione della ristampa del 1835 sul &#8220;Journal du Cher&#8221;.<br>Come terzo indizio possiamo mettere l&#8217;autorevole opinione di Foulques che al riguardo scrive: &#8220;<i>Il fatto, se non vado errato, \u00e8 storico e sarebbe avvenuto a Montmartre nella casa di salute del celebre dottor Blanche<\/i>&#8220;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma la certezza che un fatto vero sia all&#8217;origine del racconto viene, tanto per cambiare, da Google.<br>Cercando su &#8220;Google libri&#8221; le parole &#8220;Janin&#8221; &#8220;Blanche&#8221; e &#8220;epouse du soleil&#8221;, il primo risultato \u00e8 un frammento del libro &#8220;Jules Janin: conteur et romancier&#8221; di Jacques Landrin del 1978 in cui si legge <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"> &#8220;Per capire i meccanismi della sua fantasia, &#8216;<i>La Sposa del Sole<\/i>&#8216;, ripreso sotto il titolo di &#8216;<i>La Folle<\/i>&#8216; (in &#8216;<i>Le Catacombe<\/i>&#8216;, 1839) \u00e8 un caso privilegiato, poich\u00e9 <b>abbiamo la fortuna di conoscere il fatto vero che sta alla nascita di questo racconto<\/b>. Dopo la morte del dottor Blanche,[\u2026]&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">e con una suspense degna di Hitchcock, l\u00ec ci lascia in sospeso, ma con parecchia acquolina in bocca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Purtroppo su Google non c&#8217;\u00e8 la digitalizzazione completa di quel testo del 1978, e nemmeno una anteprima di qualche pagina intera, ma solo qualche frammento: ma in attesa di procurarmi il libro e venire finalmente a capo di questa storia, ho provato a vedere se con qualche &#8220;variante&#8221; delle parole chiave della ricerca sarei riuscito a convincere Google a farmi vedere, in un altro frammento, come prosegue quel paragrafo.<br>E infatti, con &#8220;amoureuse du soleil&#8221; come parola chiave, facciamo un passo avanti, ecco il frammento successivo:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><i>Il 4 novembre 1852 , dopo la morte del dottor Blanche, di cui era stato amico, Janin gli rende un magnifico omaggio: tra le tante guarigioni che ha compiuto, ne cita solo una: quella di <b>una giovane donna che si credeva innamorata del sole e che oggi piange per il suo defunto benefattore.<\/b><\/i><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora s\u00ec che possiamo asciugare le lacrime: abbiamo la certezza del lieto fine perch\u00e9 l&#8217;innamorata del sole \u00e8 evidentemente sopravvissuta anche alle eclissi, uscendo guarita dalla clinica di Esprit Blanche.<br>Per il nome e cognome, e altri dettagli, non resta che recuperare il libro di Landrin e vedere cosa c&#8217;\u00e8 nella nota (35).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oppure\u2026 cercare quel necrologio scritto da Janin per il dottor Blanche sui giornali di Parigi del 5 novembre 1852?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><b>Il capolavoro del Dottor Esprit Blanche<\/b><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una parola ormai desueta, &#8220;agnizione&#8221;, indica il riconoscere o il riconoscersi di persone in particolari circostanze. Come scrive Wikipedia, &#8220;<i>Il caso classico \u00e8 quello del personaggio che, al termine di una serie pi\u00f9 o meno complessa di vicende, viene riconosciuto da altri o si autoriconosce nella sua vera identit\u00e0; il riconoscimento pu\u00f2 riguardare anche i modi e i tempi con cui il lettore scopre la verit\u00e0, abilmente celata dallo scrittore. Il procedimento \u00e8 tipico del romanzo giallo o avventuroso<\/i>&#8220;.<br>Non poteva dunque mancare una clamorosa agnizione anche in questo nostro <i>feuilleton<\/i>: e ce la fornisce ovviamente Jules Janin, maestro in quel genere, e per di pi\u00f9 proprio nel<i> feuilleton<\/i> del Journal des Debats (da cui ha preso nome il genere) dell&#8217;8 novembre 1852.<br>Mentre sulla parte superiore della prima pagina si racconta di come il Senato di Francia stia per proclamare il Secondo Impero, dopo il colpo di stato di Luigi Napoleone l&#8217;anno prima, nella parte bassa, il <i>feuilleton<\/i>, Jules Janin parla di teatro e musica, ma appena voltata la pagina inserisce un lungo ed accorato encomio funebre dedicato al suo vecchio amico, il dottor Blanche, venuto a mancare tre giorni prima.<br>Chi volesse leggersi integralmente quel <i>feuilleton<\/i> del Journal des Debats potr\u00e0 scaricarselo da qui: <a href='https:\/\/www.pcosta.net\/Journal.pdf' class='azc_bbc_url'>[U]Journal des Debats[\/U]<\/a> e vi trover\u00e0 il necrologio evidenziato con un fondo giallino e il &#8220;colpo di scena&#8221;, l&#8217;agnizione che ci interessa evidenziata con un fondo verde.<br>Ma vado anche a darne la traduzione con testo a fronte in italiano, sperando di non aver frainteso quello che scrive Janin e che ci porta a dare un nome e cognome ben preciso all&#8217;Innamorata del Sole: Marie-Madeleine Sophie Bertrand, proprio lei, l&#8217;angelo della<i> Maison du Docteur Blanche<\/i>, l&#8217;infaticabile ausilio del grande filantropo: in altre parole, sua moglie!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><center><figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pcosta.net\/ima\/marrie.jpg\" \/><\/figure><\/center><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In attesa di avere in mano il documentato saggio di Jacques Landrin che mi ha messo su questa pista e che dovrebbe confermarla con ulteriori particolari, resta ancora aperta un&#8217;ultima possibilit\u00e0: che Janin con quel &#8220;l&#8217;ha sposata&#8221; intendesse che dopo averla guarita &#8220;le ha procurato un marito&#8221; o &#8220;le ha fatto da padrino per il suo matrimonio&#8221;, nel qual caso, purtroppo torneremmo in alto mare sull&#8217;identit\u00e0 della donna; ma quel &#8220;ed \u00e8 lei che oggi lo piange!&#8221; mi sembra incontestabilmente riferito alla vedova.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In ogni caso non si poteva certo sperare di meglio: dalla tragedia dell&#8217;eclissi incisa nelle lugubri iscrizioni mortuarie di Muzzi siamo passati ad un fiabesco lieto fine che corona la guarigione dell&#8217;Innamorata del Sole con un bel matrimonio felice in cui vissero tutti felici e contenti\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E dunque, giuntomi finalmente il ponderoso testo di Jacques Landrin su Jules Janin e sfogliato immediatamente fino alla pagina 294 eccoci arrivati al gran finale della storia di Ninetta.<br>Anticipo immediatamente che, con ulteriore sorpresa dovuta proprio a quella pagina, l&#8217;innamorata del Sole non \u00e8 Marie-Madeleine Sophie, moglie del Dottor Blanche.<br>Ma, come si vedr\u00e0, quel &#8220;<i>l&#8217;ha sposata<\/i>&#8221; che Janin, nel necrologio, riferisce evidentemente al dottor Blanche \u00e8 del tutto giustificato dai fatti: infatti il dottor Blanche fu colui che guar\u00ec dalla sua follia la sposa del Sole, ma per farlo dovette sposarla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco dunque, come raccontata da un testimone dell&#8217;epoca, Joachim Duflot, la vera storia dell&#8217;innamorata del Sole, per lo meno come l&#8217;ho capita io\u2026.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Duflot racconta di aver incontrato una giovane ragazza, di nome Lauretta, che era innamorata del sole e pensava di essere la sua sposa. Era stata internata nella casa di cura del dottor Blanche a Montmartre e quella sua follia la spingeva a scrivere continuamente lettere d&#8217;amore al Sole: ne riceveva immediata risposta, con l&#8217;esortazione a guarire da un amore cos\u00ec insensato; le sollecitazioni del suo amato sposo la spinsero pian piano a diradare quella folle corrispondenza finch\u00e9 alla fine scrisse al Sole di smettere di scriverle. Dopo venti giorni senza pi\u00f9 scrivere lettere al Sole, si rese conto di essere finalmente guarita da quella follia: il medico che l&#8217;aveva meravigliosamente curata, impersonando il suo sposo solare e rispondendo alle sue lettere, non era altri che il dottor Blanche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;<i>Ce m\u00eame cas nous est rapport\u00e9, avec plus de details, par Joachim Duflot dans un article de Bagatelle, paru deux ans avant le conte de Janin. L&#8217;auteur raconte comment il fit la conaissance d&#8217;une jeune fille, Laurette, qui \u00e9tait amoureuse du soleil. On l&#8217;interna \u00e0 la maison de sant\u00e9 du docteur Blanche, o\u00f9 elle \u00e9crivit letters sur lettres au soleil, qui lui r\u00e9pondit d&#8217;abord en l&#8217;invitant fermement \u00e0 se gu\u00e9rir de cet amour insens\u00e9; puis ses letters devinrent de plus en plus s\u00e9ches, dans la derniere enfin, il lui enjoignit de cesser toute correspondance. Elle resta vingt jours sans lui \u00e9crire: au bout de ce temps elle comprit qu&#8217;elle avait \u00e9t\u00e9 folle: le docteur qui avait op\u00e9r\u00e9 cette gu\u00e9rison merveilleuse, n&#8217;\u00e9tait autre qui el docteur Blanche.&#8221;<\/i><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Detto questo, non mi resta che chiudere questa storia infinita con una doverosa lapide funebre con iscrizione in rima pi\u00f9 o meno alternata&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><center><figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pcosta.net\/ima\/lauretta.png\" \/><\/figure><\/center><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Ninetta mia, a crepare di maggioCi vuole tanto, troppo coraggio&#8221;(La Guerra di Piero, Fabrizio De Andr\u00e9) Svolazza fuori da un vecchio e polveroso tomo questo piccolo e strano opuscolo di Luigi Muzzi: &#8220;L&#8217;Innamorata del Sole&#8221;: La stranezza, a parte il romantico titolo che evoca bionde trecce, occhi azzurri e calzette rosse, sta nel contenuto: numerate, &#8230; <a title=\"L&#8217;innamorata del Sole\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/pcosta.net\/cosescritte\/linnamorata-del-sole\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;innamorata del Sole\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1978,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-803","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-pensieri-sparsi"],"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/pcosta.net\/cosescritte\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/803","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/pcosta.net\/cosescritte\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/pcosta.net\/cosescritte\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pcosta.net\/cosescritte\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pcosta.net\/cosescritte\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=803"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/pcosta.net\/cosescritte\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/803\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1979,"href":"https:\/\/pcosta.net\/cosescritte\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/803\/revisions\/1979"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pcosta.net\/cosescritte\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1978"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/pcosta.net\/cosescritte\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=803"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/pcosta.net\/cosescritte\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=803"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/pcosta.net\/cosescritte\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=803"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}