{"id":375,"date":"2004-04-12T16:52:12","date_gmt":"2004-04-12T16:52:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pcosta.net\/wordpress\/?p=374"},"modified":"2004-04-12T16:52:12","modified_gmt":"2004-04-12T16:52:12","slug":"fantasmi-a-firenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pcosta.net\/cosescritte\/fantasmi-a-firenze\/","title":{"rendered":"Fantasmi a Firenze&#8230;"},"content":{"rendered":"\n\t\t\t\t\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><b>La Fantasima<\/b><br><br>Un mio amico, anzi compagno della mia vita, Antonio Ranieri, abitava meco nel 1831 in Firenze. Una sera di estate passando per via Buia trov\u00f2 in su &#8216;l canto presso alla piazza del duomo, sotto una finestra terrena del palazzo che ora \u00e8 dei Riccardi, fermata molta gente che diceva tutta spaventata:<br> &#8211; Ih, la fantasima! &#8211;<br>E guardando per la finestra nella stanza, dove non era altro lume che quello che vi batteva dentro da una delle lanterne della citt\u00e0, vide egli stesso come un&#8217;ombra di donna che scagliava le braccia di qua e di l\u00e0, e nel resto immobile. Ma, avendo pe &#8216;l capo altri pensieri, pass\u00f2 oltre; e per quella sera n\u00e8 per tutto il giorno vegnente non si ricord\u00f2 di quell&#8217;incontro.L&#8217;altra sera, alla stessa ora, abbattendosi a ripassare dallo stesso luogo, vi trov\u00f2 raccolta pi\u00f9 moltitudine che la sera innanzi, e ud\u00ec che ripetevano con lo stesso terrore &#8211; Ih, la fantasima! &#8211; <br>E riguardando per entro la finestra rivide quella stessa ombra, che pure, senza fare altro moto, scoteva le braccia. Era la finestra non molto pi\u00f9 alta da terra che una statura d&#8217;uomo, e uno tra la moltitudine, che pareva un birro, disse &#8211; S&#8217;i&#8217; avessi qualcuno che mi sostenessi &#8216;n su le spalle, i&#8217; vi monterei per guardare che v&#8217;\u00e8 l\u00e0 drento. &#8211; Al che soggiunse il Ranieri &#8211; Se voi mi sostenete, monter\u00f2 io. &#8211; E d\u00e8ttogli da quell&#8217;uomo &#8211; Montate, &#8211; mont\u00f2 su, ponendogli i piedi in su gli \u00f2meri; e trov\u00f2 presso all&#8217;inferriata della finestra, disteso in su la spalliera di una seggiola, un grembiale nero che, agitato dal vento, faceva quell&#8217;apparenza di braccia che si scagliassero, e sopra la seggiola, appoggiata alla medesima spalliera, una r\u00f3cca da filare, che parea il capo dell&#8217;ombra. La quale r\u00f3cca il Ranieri presa in mano mostr\u00f2 al popolo adunato, che con molto riso si disperse.<br><br>(Giacomo, Conte di San Leopardo)<br><i><br>Via Buia, prima di essere allargata &#8211; almeno nell&#8217;ultimo tratto &#8211; nel 1860-61  per &#8220;facilitare il traffico [e] offrire agli ammiratori una pi\u00f9 bella vista della Torre di Giotto e della Cupola del Brunelleschi&#8221; era il nome dell&#8217;attuale via dell&#8217;Oriuolo e nome pi\u00f9 adatto per essere abitato da fantasmi e fantasime non si poteva certo dare: ma per Firenze Capitale d&#8217;Italia e il suo traffico si doveva ben sacrificare qualcosa&#8230;<\/i><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Fantasima Un mio amico, anzi compagno della mia vita, Antonio Ranieri, abitava meco nel 1831 in Firenze. 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