{"id":277,"date":"2012-12-23T13:38:36","date_gmt":"2012-12-23T13:38:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pcosta.net\/wordpress\/?p=276"},"modified":"2024-03-26T08:58:58","modified_gmt":"2024-03-26T08:58:58","slug":"gli-occhi-nel-sonno-della-morte-chiuse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pcosta.net\/cosescritte\/gli-occhi-nel-sonno-della-morte-chiuse\/","title":{"rendered":"Gli occhi, nel sonno della morte, chiuse."},"content":{"rendered":"\n<p><br>Dorme, il vecchio cane, sdraiato sul tappeto, davanti al camino.<br><br><center><figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pcosta.net\/cosescritte\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/canesogna.jpg\" \/><\/figure><\/center><br><br>Dopo la rigida notte passata fuori, nella cuccia, riscaldandosi a vicenda con i miei gatti, \u00e8 venuto a implorare un po&#8217; di tepore, ed \u00e8 l\u00ec che se la dorme.<br>Lo vedo muovere un po&#8217; le gambe ed lo sento emettere ogni tanto qualche soffocato grugnito: sta forse sognando di inseguire qualche lepre o di correre a raccogliere un fagiano, cose che un padrone  anti-caccia come me gli ha sempre impedito.<br>Ma ormai sarebbe vecchio anche per quello, gi\u00e0 si alza a fatica e ha gli occhi appannati dalla cataratta.<br>E io mi rileggo il passo dell&#8217;Odissea che racconta del cane di Ulisse e penso che da allora forse gli uomini sono cambiati, ma non gli animali.<br><br><em>Mentre si dicevano queste cose, un cane alz\u00f2 muso ed orecchie. Era Argo, il cane dello sventurato Ulisse, che lui stesso un tempo allev\u00f2, senza poterne approfittare, prima di partire per Troia. In passato i giovani lo portavano a caccia di capre selvatiche, caprioli e lepri.<br>Ora, invece, poich\u00e9 ormai il suo padrone era dato per morto, stava abbandonato su un mucchio di letame, che serviva a concimare i campi, e l\u00ec giaceva il cane Argo, tutto pieno di zecche.<br>Ma quando sent\u00ec avvicinarsi Ulisse, cominci\u00f2 a scodinzolare e abbass\u00f2 le orecchie; ma per la vecchiaia non ce la fece ad alzarsi per andare incontro al padrone, come avrebbe voluto.<br>Ulisse, vedendolo, si asciug\u00f2 una lacrima, senza farsi vedere da Eumeo.<br>E gli chiese: \u201cChe meraviglia, quel cane, l\u00ec nel mucchio di letame! Il suo corpo \u00e8 bello, ma sar\u00e0 stato un vero cane da caccia o uno di quelli che se ne stanno presso le tavole dei signori, allevati solo per bellezza?<br>Eumeo cos\u00ec rispose: \u201cE&#8217; il cane di un uomo morto molto lontano da qui. Se fosse ancora come Ulisse lo lasci\u00f2 quando part\u00ec per Troia, quanto ti stupiresti nel vedere la sua forza e la sua rapidit\u00e0. In mezzo al nero bosco non gli sfuggiva nulla; e quanto era abile nell&#8217;inseguire le tracce!<br>Ora, invece, \u00e8 sfinito dalla sofferenza. Il padrone lontano dalla patria \u00e8 morto ed anche le ancelle lo trascurano&#8221;.<br><br>Ci\u00f2 detto, il pi\u00e8 nel sontuoso albergo<br>mise, e avv\u00efossi drittamente ai Proci;<br>ed Argo, il fido can, poscia che visto<br>ebbe, dopo dieci anni e dieci, Ulisse,<br>gli occhi nel sonno della morte chiuse.<\/em><br><br>Anche la vecchia traduzione di Ippolito Pindemonte &#8211; ha pur anche lei ormai duecento anni &#8211; mi par reggere al passar del tempo e del gusto; ma chiunque abbia un vecchio e fido cane, verso l&#8217;autunno della sua carriera di amico dell&#8217;uomo, non potr\u00e0 non commuoversi ai versi omerici che di anni ne contano ormai quasi tremila&#8230;<br><br><center> <figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pcosta.net\/cosescritte\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/caneombra.jpg\" \/><\/figure><\/center><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dorme, il vecchio cane, sdraiato sul tappeto, davanti al camino. 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