{"id":276,"date":"2012-12-15T18:00:46","date_gmt":"2012-12-15T18:00:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pcosta.net\/wordpress\/?p=275"},"modified":"2012-12-15T18:00:46","modified_gmt":"2012-12-15T18:00:46","slug":"i-misteri-del-sogno-di-bach","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pcosta.net\/cosescritte\/i-misteri-del-sogno-di-bach\/","title":{"rendered":"I misteri del sogno di Bach"},"content":{"rendered":"\n\t\t\t\t <br \/>Nel capitolo &#8220;I sogni musicali&#8221; del suo &#8220;Curiosit\u00e0 artistiche&#8221; (UTET, 1934), Americo Scarlatti, dopo aver citato il sogno che ispir\u00f2 a Tartini il famoso &#8220;Trillo del Diavolo&#8221;, racconta di un altro sogno, quello a cui &#8220;\u00e8 dovuto il non meno famoso Notturno di Samuele Bach, pronipote del grande Sebastiano&#8221;.<br \/>Scarlatti scrive di aver trovato questa storia nell&#8217;opera di Edmond Bonaff\u00e9 &#8220;Musique retrospectique&#8221;, pi\u00f9 o meno nei termini che di seguito riassumo.<br \/><br \/>&#8220;Samuele Bach, nel 1865, aveva comprato una vecchia spinetta sulla quale era dipinto lo stemma reale dell&#8217;antica monarchia francese&#8221;.<br \/>La port\u00f2 in camera da letto e la notte stessa vide in sogno &#8220;un uomo dall&#8217;aspetto grave, con una lunga barba, un gran collare di merletti, come usava due secoli innanzi&#8221;.<br \/>L&#8217;uomo gli disse che la spinetta era sua e che gliela aveva regalata il Re di Francia, Enrico III, affinch\u00e9 lui lo distraesse, suonandola.<br \/>E si mise alla spinetta suonando una bellissima e triste canzone d&#8217;amore, una sua composizione per il Re.<br \/><br \/><i>J&#8217;ai perdue celle pour qui j&#8217;avais tant d&#8217;amour&#8230;<\/i><br \/><br \/>Bach si risvegli\u00f2, in lacrime, commosso dalla struggente melodia, e con sua gran sorpresa trov\u00f2 sulla spinetta il foglio di carta da musica, che era certissimo di aver lasciato bianco prima di coricarsi, pieno di note musicali.<br \/>Tuttavia, cercando di interpretarle, risultavano del tutto prive di senso musicale, un oscuro guazzabuglio di note.<br \/>Il vecchio maestro chiam\u00f2 il figlio e la figlia, &#8220;valentissimi pianisti anch&#8217;essi, perch\u00e9 nella sua famiglia nascevano tutti musicisti&#8221; e insieme persero assai tempo inutilmente cercando di decifrare il misterioso spartito.<br \/>Alla fine, la figlia, che aveva nozioni di storia della musica, considerando l&#8217;epoca in cui aveva vissuto il personaggio apparso in sogno al padre, ricord\u00f2 che in quei tempi &#8220;la musica era scritta in chiave di ut sul primo rigo&#8221;.<br \/>Cos\u00ec, appena eseguita la trasposizione in notazione attuale, lo spartito divenne leggibilissimo e il vecchio Bach pot\u00e9 ripetere con la massima precisione la &#8220;canzone d&#8217;amore&#8221; udita in sogno; cos\u00ec pot\u00e9 dare alla luce il suo famoso Notturno.<br \/><br \/>Questa la storia, gi\u00e0 ricca di arcane suggestioni in s\u00e8 ma \u00e8 altrettanto piena di strane incongruenza, piccoli misteri che sfortunatamente sono restati insoluti anche dopo un pomeriggio passato a cercarne i brandelli su Google.<br \/>Li elenco, nel caso qualcuno pi\u00f9 fortunato o ostinato di me avesse qualche indizio in pi\u00f9 su questa storia:<br \/><br \/>&#8211; Edmond Bonaff\u00e9, a cui la dobbiamo, \u00e8 un poligrafo francese realmente esistito ma non ho trovato alcun riferimento a una sua opera &#8220;Musique retrospectique&#8221;;<br \/><br \/>&#8211; Nel citato 1865 erano gi\u00e0 morti tutti i discendenti diretti di Johann Sebastian Bach<br \/>    <br \/> ma&#8230;<br \/><br \/>&#8211; quando Bonaff\u00e9 scrive &#8220;come usava due secoli innanzi&#8221; fa intendere che siamo nel &#8216;700, visto che Enrico III di Francia \u00e8 un re del &#8216;500: e questo ci porterebbe dritti a Samuel Anton Bach (1713 &#8211; 1781) se ipotizziamo un errore di trascrizione della data, 1865 invece di 1775<br \/><br \/>&#8211; sfortunatamente per\u00f2 Samuel Bach non ha lasciato alcun famoso &#8220;Notturno&#8221; e la stessa tipologia, &#8220;Notturno&#8221;, fa pensare piuttosto all&#8217;epoca romantica ottocentesca che alla met\u00e0 del &#8216;700<br \/><br \/>&#8211; la fantomatica &#8220;chiave di ut sul primo rigo&#8221; \u00e8 parimenti introvabile nella musicologia gugglabile<br \/><br \/>Insomma, un guazzabuglio non diverso da quello trovato sulla spinetta dal vecchio Bach; ci sar\u00e0 mai qualcuno che ne trova la &#8220;chiave di ut&#8221; per venirne a capo? 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